Casa Albergo San Felice

logo

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 13,31-35)

 

Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.

Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.

Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».

 

 

Come io ho amato voi… Gesù pone l'amore tra gli uomini in relazione al suo: come io ho amato voi; non usa il futuro “amerò”, quindi sembra non intendere il dono totale e supremo che poi manifesterà sulla croce, piuttosto richiamare l'esperienza di lui che i discepoli hanno già fatto. Nel contesto della cena come non fare riferimento a Gesù che, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine (Gv 13,1), si è spogliato e come un servo si è messo a lavare i piedi.

È l‘amore che si esprime nel servizio, che diventa visibile attraverso il servizio: per mezzo dell'amore siate a servizio gli uni agli altri (Gal 5,13).

Quel come (kathòs) può anche essere tradotto perché: Amatevi perché io vi ho amati. Si tratta di restituire l'amore che abbiamo ricevuto da Cristo facendolo passare attraverso la nostra vita, la nostra esperienza; è indispensabile permettere all'amore di circolare tra noi: amare Dio attraverso il nostro prossimo, nel nostro prossimo (cfr Mt 25,35).

Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli. Il discepolo di Cristo è riconoscibile soltanto da come agisce verso gli altri: da questo tutti sapranno che siete miei discepoli.

L'amore è il segno distintivo, l'agàpe, l'amore fraterno, vicendevole, un amore accogliente, coinvolgente, contagioso!

Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede (1Gv 4,20). Amare non è una astrazione, neppure contemplazione, ma la concretezza del sanare le ferite dell'anima di chi ci sta accanto, nel soccorre i deboli, confortare gli scoraggiati, a prescindere dalla condizione sociale, credo religioso, nazionalità, orientamento sessuale, amare incondizionatamente tutte e tutti perché siamo sorelle e fratelli fin quanto figlie e figli dello stesso Padre. (acuradipgiac)

 

Padre Giacomo Santarsieri

Padre Giacomo SantersieriDirettore Della Casa di riposo San Felice

Leggi Tutto

Siti Consigliati/Amici

Contattaci

Se Vuoi Avere Maggiori Informazioni puoi contattarci attraverso il link sottostante

Vai al modulo

News

La Cooperativa Sociale P.S.L. San Felice, ente gestore della Casa Albergo San Felice, è lieta di presentarvi un nuovo settore di impegno e una nuova offerta di servizi alla comunità, l'ospitalità per i gruppi e le famiglie.  

Un intero piano della struttura dedicato all'accoglienza di gruppi parrocchiali in ritiro spirituale, campi scuola o momenti di vacanza. Come anche un servizio alle famiglie che vogliono muoversi in gruppo per usufruire di un ambiente che permetta loro la completa autogestione con utilizzo di cucina, sala da pranzo, zona tv, ma camere con servizi annessi confortevoli e accoglienti.

Il tutto nel più puro spirito francescano dell'assenza di lucro ma della messa a disposizione a prezzi molto contenuti di spazi di condivisione e possibilità di fruire di momenti di vacanza seppure in periodo di crisi. La nostra posizione geografica permette a chi voglia passare un periodo al mare di essere alle porte della meravigliosa Costiera Amalfitana, a chi voglia godere delle bellezze artistiche della Campania di poter raggiungere in meno di un'ora luoghi come Pompei, Napoli, Caserta, Paestum.

Contattateci, vi aspettiamo! 

 

Foto della zona Ospitalità nella nostra Gallery