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Oggi i ragazzi pretendono molto, non si accontentano. Pensano a divertirsi e basta piuttosto che a fare giochi semplici e genuini. Pensano a macchine e motorini, passano il loro tempo attaccati a computers e video-games, mentre noi, bambini e ragazzi di ieri, allietavamo le nostre giornate in modo molto diverso e ci accontentavamo del poco, spesso, del niente. Giocavamo infatti con materiali molto semplici poiché già vivere dignitosamente era molto difficile. Soldi non ce ne erano e assicurarsi da mangiare già richiedeva grandi sacrifici. Qualcuno di noi, purtroppo, doveva pensare a lavorare e non poteva giocare. Tra i giochi più diffusi possiamo ricordare:

REGINA, REGINELLA

Gioco di gruppo in cui un bambino faceva da "regina" con il compito di dare ordini sul percorso da fare seguire ai bambini del gruppo.
Alla domanda: "Regina, reginella quanti passi devo fare per arrivare al tuo castello?",

la regina rispondeva ad esempio:

"Quattro passi da leone".  Oppure: "Un passo da formica". In questo modo la regina aveva la possibilità di fare vincere chi voleva.
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SOFFIARELEFIGURINE

Gioco di gruppo prettamente maschile che consisteva nel posizionare a terra un mazzo di figurine (per lo più relative a giocatori di calcio) e soffiarvi vicino per farlo girare.Vinceva chi riusciva a fare girare più figurine.

IL GIOCO DELLE "MAZZOLE" v\:* {behavior:url(#default#VML);} o\:* {behavior:url(#default#VML);} b\:* {behavior:url(#default#VML);} .shape {behavior:url(#default#VML);}

Questo gioco si faceva con due bastoncini di legno, uno più lungo e uno più corto. Quest'ultimo era appuntito da tutte e due le parti. Il gioco si svolgeva all'aperto.

Un bambino si metteva vicino ad un muro e lanciava il bastoncino piccolo con un colpo dato dal bastoncino più lungo; un altro bambino andava a prendere il bastoncino più corto e lo rilanciava verso il muro, tirandolo con la mano. Se riusciva a toccare il muro vinceva.

Se non lo raggiungeva e la distanza dal muro era superiore alla lunghezza del bastone lungo, più tre volte il bastoncino piccolo, aveva diritto a tenere in mano il gioco, altrimenti doveva passarlo al compagno. 

IL GIOCO DEI "BOTTONI" v\:* {behavior:url(#default#VML);} o\:* {behavior:url(#default#VML);} b\:* {behavior:url(#default#VML);} .shape {behavior:url(#default#VML);}

Un altro gioco curioso era quello dei bottoni. I bambini prendevano i bottoni dai vestiti vecchi e facevano fìnta che fossero soldi.

Per terra disegnavano un quadrato, che dividevano in quattro parti. Poi da una distanza prestabilita lanciavano i bottoni.

Chi riusciva a fare entrare in uno dei quattro quadrati il proprio bottone, si prendeva i bottoni degli altri.

Se invece il bottone, non entrava, il concorrente aveva la possibilità di effettuare uno "zicchittuni" cioè un abile colpo di pollice ed indice, che spingeva il bottone dentro uno dei quadrati.

Se non vi riusciva, il gioco passava all'altro compagno.

 GIOCARE CON LE BIGLIE v\:* {behavior:url(#default#VML);} o\:* {behavior:url(#default#VML);} b\:* {behavior:url(#default#VML);} .shape {behavior:url(#default#VML);}

Gioco maschile consistente nel fare scontrare tra di loro le biglie di vetro. 

Il giocatore che vi riusciva vinceva la biglia.

...dai ricordi dei nostri ospiti

 

 

 

 

 

 

 

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