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Felice Porro nacque a Cantalice quasi sicuramente nel 1515; fanciullo si trasferì a Cittaducale, dove servì in casa Picchi in qualità di pastore e di contadino. Alimentò l'innata inclinazione ad una vita austera, ascoltando leggere le Vite dei Padri. Nei primi mesi del 1544, travolto da un aratro e rimasto miracolosamente incolume, si decise a mettere in atto senza altri rinvii il proposito, lungamente meditato, di rendersi religioso tra i Cappuccini. Compì l'anno di noviziato a Fiuggi e nel maggio 1545 emetteva la professione dei voti nel convento di S. Giovanni Campano. Quindi sostò per poco più di due anni nei conventi di Tivoli e di Viterbo-Palanzana e, verso la fine del 1547 O 1'inizio del 1548, si trasferì a Roma, nel convento di S. Bonaventura (attualmente S. Croce dei Lucchesi sotto il Quirinale), dove nei rimanenti quarant'anni della sua vita questuò pane e vino per i suoi confratelli.
Felice ebbe un temperamento mistico. Dormiva appena due o tre ore e il resto della notte lo trascorreva in chiesa in preghiera, che per lo più era contemplazione dei misteri della vita di Gesù
. Negli ultimi tre lustri della sua vita si comunicò quotidianamente. Nei giorni festivi soleva peregrinare alle "Sette Chiese" oppure visitava gli infermi nei vari ospedali romani. Nutrì una tenera devozione alla Vergine Madre, che gli apparve più volte.Fu amico di s. Filippo Neri e di Sisto V, al quale predisse il papato ammonendolo a comportarsi rettamente, e che ne fece celebrare il processo canonico l'anno stesso della morte (giugno-ottobre 1587) con l'intenzione di canonizzarlo immediatamente, poiché i miracoli operati v\:* {behavior:url(#default#VML);} o\:* {behavior:url(#default#VML);} b\:* {behavior:url(#default#VML);} .shape {behavior:url(#default#VML);}

dal santo ancor vivente e subito dopo la morte erano sulla bocca di tutti. Ma di fatto Felice fu beatificato il 1 ottobre 1625 e canonizzato da Clemente XI il 22 maggio.
Il suo corpo riposa nella chiesa dell'Immacolata Concezione di via Veneto in Roma, dove fu trasportato il 27 aprile 1631. La festa liturgica ricorre il 18 maggio.

 

Miracoli

Felice Porri iniziò il percorso religioso dopo che un aratro trainato da alcuni buoi gli passò sopra, stracciandogli le vesti ma lasciando intatto il suo corpo. L'allora contadino Felice riconosciuta la grandezza dell'evento decise di consegnarsi all'ordine dei Francescani.Una volta divenuto frate laico operò numerose guarigioni di Infanti e bambini, per questo è stato ribattezzato il Santo dei Fanciulli.Uno dei miracoli più famosi vide rigenerare un allevamento di bachi da seta, marciti a causa di una malattia infettiva. Il Frate portò in casa dell'allevatore delle foglie bagnate, ma l'acqua invece di uccidere i bachi li moltiplicò e ridiede loro vita, proprio per questo Frà Felice è invocato a protezione degli allevatori di bachi da seta. Girovagava tutti i giorni per la Roma Seicentesca con il suo sacco da cerca sulle spalle, nonostante la grande mole dei doni ricevuti, egli affermava che il sacco non gli pesava. Una volta per burla alcuni studenti misero una moneta nel sacco del Frate, egli cominciò v\:* {behavior:url(#default#VML);} o\:* {behavior:url(#default#VML);} b\:* {behavior:url(#default#VML);} .shape {behavior:url(#default#VML);}

a gridare, disse che il sacco era diventato pesantissimo e che c'era dentro il demonio.I suoi piedi erano continuamente ricoperti da ulcere e pustole sanguinolente, si rifiutò infatti di indossare calzari anche l'inverno, il freddo e la pioggia screpolarono e dilaniarono i suoi piedi. Più volte fu visto nell'atto di ricucirsi i calcagni nella bottega di un calzolaio romano. Una volta morto, i piedi miracolosamente tornarono bianchi e integri, nessuna cicatrice o segno. Negli anni a seguire dalla sua tomba sgorgò un liquido chiaro e denso, che venne raccolto da alcune suore e usato con grande stupore per guarire numerosi ammalati. Il sepolcro venne riaperto a distanza di mesi ed il corpo del frate era ancora integro e non emanava cattivi odori.

 

 

 

 

News

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